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La storia sulle mappe della mostra Territorio, possesso e potere: Aurisina e il Carso sulle mappe storiche

Si sono aperti il 13 agosto a Aurisina i festeggiamenti di S. Rocco. Nella sede dell’associazione Slovensko kulturno društvo Igo Gruden è stata allestita la mostra storica Territorio, possesso e potere: Aurisina e il Carso sulle mappe storiche, a cura dell’etnologa Jasna Simoneta e dall’archeologo Ivan Marija Hrovatin. La mostra intende presentare al grande pubblico una selezione delle più belle e significative mappe disegnate dell’area compresa tra San Giovanni e Trieste, realizzate tra il XVI e il XVIII secolo e poco note tra il pubblico meno esperto.

La maggior parte di esse è stata realizzata come base grafica per una disputa durata oltre mezzo millennio tra la signoria di Duino e il comune di Trieste riguardo alla parte occidentale della costa triestina, dove sui terrazzamenti veniva coltivata la vite per il vino più pregiato, famoso in tutta Europa. Si trattava però anche di un’importante zona di pesca al tonno, mentre le cave sull’altipiano tornarono in attività un secolo più tardi. Tuttavia è possibile ammirare alcune cave attive sulla costa nel XVIII secolo. Particolarmente preziosi gli elementi urbani, ad esempio San Giovanni, che poco dopo si spense e scomparve a causa dell’impaludamento, e l’eccezionale sviluppo di Aurisina e Sistiana.

Le mappe militari giuseppine furono realizzate alla fine del XVIII secolo e contengono elementi utili all’esercito (alture, fonti d’acqua, strade).

Le controversie e gli attriti politici si conclusero in gran parte con uno scambio di territori tra la signoria di Devin e il Comune di Trieste nel 1701, con cui i signori di Duino misero in scacco Trieste. Il deus ex machina di questo accordo fu proprio il decano di Aurisina.

Alcune delle mappe esposte invece furono realizzate al di fuori di questo contesto locale, a sostegno dell’amministrazione interna austriaca e della suddivisione del feudo di Duino o dell’Impero asburgico.

Domenica 16 agosto, alle ore 19, si terrà una visita guidata alla mostra in lingua italiana.

Oltre alla mostra storica, sono visitabili altre tre mostre: Sussurri dal passato: dialogo tra epoche e immaginazione, in cui il nostro concittadino Simone Pietro Claudio, di appena vent’anni, presenta i propri costumi tratti dai film storici. La terza mostra è Il sole blu, in cui l’artista di Aurisina Barbara Boneta espone cianotipie di piante carsiche. Il quarto espositore è Matej Gruden – Keko, noto soprattutto come musicista, poeta e soccorritore alpino, che questa volta, con la mostra Solo una traccia e le sue opere in legno e pietra, si presenta nella veste di scultore.

La mostra è aperta fino al 16 agosto dalle 18 alle 21, sabato e domenica anche dalle 10.30 alle 12.30.

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