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Dello stesso cielo, con un pezzo di Carso

“Dello stesso cielo” è un’installazione site-specific ideata da Gabriella Cominotti, nata a Trieste ma che vive e opera a Milano, che unisce arte, partecipazione e impegno sociale. Si tratta di un’esperienza immersiva che grazie a diverse attività e laboratori unirà arte, poesia, solidarietà e sostenibilità ambientale, portata avanti in collaborazione con Mare Culturale Urbano, il coordianmento di Andrea Capaldi e la curatela di Beatrice Fellegara.

La scultura, a forma di albero maestoso in vetro colorato e polimeri rigenerati, poggia su pietre carsiche e affonda le radici in una vasca di acqua piovana che custodisce parole e versi poetici. Le spirali nei rami evocano le galassie e richiamano la Notte Stellata di Van Gogh, rappresentando un portale simbolico verso un futuro di pace, giustizia e coesistenza.

Cominotti sceglie per questo progetto materiali ricchi di significati etici: il vetro, simbolo di bellezza e fragilità, lascia passare la luce rivelando i colori dell’anima; i polimeri rigenerati, derivati da processi di recupero sostenibile, riutilizzati in chiave pacifista come “materiali di pace”; pietre carsiche, memoria viva dei conflitti, provenienti da terre segnate dalla guerra. Per l’opera Dello stesso cielo è stata scelta la pietra di Aurisina.

L’opera si propone di trasformare lo spazio urbano in una nuova agorà, un luogo d’incontro e partecipazione attiva, che evolve nel tempo grazie alle persone che lo vivono, ed è un prototipo di urbanismo culturale inclusivo, che combina arte, tecnologia e cittadinanza attiva per ispirare comunità sostenibili.

In questi giorni, l’opera, realizzata in scala ridotta come prototipo, è stata presentata allo YouRban Festival, presso il Museo del Design di Barcellona, mentre nel corso del mese di maggio l’esposizione sarà trasferita a Vienna.

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