Storia, natura, leggenda, speleologia, arte – tutto ciò è Carso e perciò anche KAMEN! L’uscita di domenica 15 giugno è stata un’occasione per assaporare i diversi volti di questo territorio un tempo brullo, oggi rigoglioso, che non smette di affascinare l’uomo con i suoi misteri.



Dopo aver incontrato sulla propria strada una cava dismessa di stalattite, i partecipanti hanno raggiunto l’imbocco della Grotta Azzurra, dove ad accoglierli hanno trovato il canto di una fata del Carso. Quindi hanno indossato i propri caschetti e sotto l’occhio vigile della guida speleologica si sono addentrati nel ventre della grotta, dove hanno potuto ammirare le sue concrezioni e seguire le tracce degli interventi umani. Un secolo fa, l’esercito austroungarica vi ha realizzato infatti una mulattiera e tre cisterne per l’abbeveramento dei cavalli.




All’uscita sono stati salutati da un personaggio che li ha riportati nell’Ottocento: Anton Friedrich Lindner, il ricercatore che si spese per trovare il corso sotterraneo del Timavo per poter attingere la sua preziosa acqua e costruire un acquedotto per Trieste. Lindner si è lasciato coinvolgere dalla fata in un dialogo avvincente che ha ammaliato i partecipanti, riportandoli all’essenza dell’ambiente carsico.
“Ogni pietra ha una storia da raccontare: i guerrieri che qui trovarono riparo, le ninfe che danzavano tra le radure nascoste, gli spiriti dispettosi, i pastori che ascoltavano il canto delle stelle. La grotta stessa è un ventre sacro, un ventre che custodisce tesori e misteri.“





L’itinerario Azzurro Carso, svoltosi all’interno del progetto Carso Crea(t)tivo finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e promosso dal Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina, è nato grazie alla collaborazione tra diversi soggetti: nella veste di organizzatori e ideatori dell’evento troviamo l’Associazione Casa C.A.V.E., le guide naturaliste di Estplore e SKD Igo Gruden, a curare la parte speleologica Inside FVG, mentre la parte artistica è stata affisata a Nikla Petruška Panizon e Valentino Pagliei del teatro stabile La Contrada.




