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Spaccapietre, un’installazione dedicata alla metà spesso dimenticata

Le spaccapietre è il titolo del progetto di Barbara Kapelj e Gabriele Fuso, iniziato nel 2023 e che ha visto l’allestimento di una prima mostra già a marzo 2024, negli spazi dell’atrio del municipio di Lubiana.

Il progetto si propone di cercare delle donne invisibili, che secondo la mentalità comune nemmeno esistono: si tratta delle donne che lavorano la pietra o con la pietra. D’altronde, che cosa potrebbero fare le donne con un materiale così pesante? Tuttavia, la storiografia ha rilevato la presenza femminile anche all’interno delle cave di Aurisina, su foto dei primi del ‘900. Come ha ribadito lo storico Ivan Vogrič durante l’inaugurazione, quanto le donne insieme ai bambini trasportavano a mano il pietrisco o trasporatavano acqua, in cambio di pochi spiccioli sufficienti a comprare qualche litro di latte. In seguito alla seconda guerra mondiale, quando in Jugoslavia gli operai maschi scarseggiavano, le donne hanno contribuito ampiamente a risollevare l’economia e delle ragazze sono state assunte per lavorare anche nelle cave. Barbara e Gabriele sono riusciti ad incontrare due di loro, Marija Filipčič e Olga Grmek, e ad intervistarle. E sono proprio i video di queste interviste ad accogliere i visitatori dello spazio espositivo di Portopiccolo Art Gallery a Sistiana, dove si diffondono le note della composizione site specific di Larisa Vrhunc, compositrice conteporanea slovena di fama internazionale.

L’allestimento si concentra su un’installazione che vede un letto di muschio ad accogliere oggetti personali e attrezzi da cava, legati tramite fili bianchi ai ritratti delle donne incontrate durante i mesi dedicati alla ricerca.

Scalpelline, scultrici, artiste, ricercatrici e curatrici che hanno fatto della pietra il proprio lavoro. I loro ritratti, realizzati con la tecnica della cianotipia, si alternano alle immagini delle cave, evocative e quasi lunari, come per richiamare la crudezza di quel lavoro. I nomi delle donne vengono ripresi da un arazzo esposto sull’entrata, illustrato visto l’attuale momento storico particolarmente difficile, con i colori della Palestina.

La mostra Spaccapietre, aperta fino al 17 agosto i sabato e domenica dalle 16 alle 19.30 e le domeniche anche dalle 10 alle 13, è stata realizzata nell’ambito del Progetto CAVE – 2a edizione / LA VITA SOCIALE DELLE PIETRE, promosso dal Comune di Duino Aurisina / Občina Devin Nabrežina con la collaborazione dell’Associazione Casa C.A.V.E., finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Servizio geologico per la promozione del patrimonio geologico e della geodiversità (L.R. 15/2016).

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